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96 PARTE PRIMA coffano e le chiavi ritrovate che ricercava, avendo di già presa buona quantità di danari in oro ed in moneta, aperse l’armario di Nardella, e messa la metà dei danari in una pezza di lino, la ripose in un canto de l’armario e poi lo chiavò. Il simile fece col resto dei danari in quello di Petrone. Fatto questo ella tutta lieta e presaga come la bisogna deveva riuscire, senza esser da nessuno né veduta né sentita se ne ritornò al letto, e data licenza ai pensieri si pose a dormire. Ella era consueta tener al capo del letto le chiavi de la porta de la casa, ed il matino darle a Petrone ché la porta aprisse. Levossi adunque Domi¬ cilia prima d’ogn’altro, essendo già il giorno chiaro e cominciò a volger sossopra un suo cascione ove ella teneva i danari; e come se trovato non avesse quello che ricercava, per meglio prender il tratto da vantaggio, cominciò a far un gran romore e mormorare piena di còlerà. Era Cocco levato e cosi il fante e Nardella. E veggendo costoro la madonna che come un toro soffiava, non sapevano che si dire né che si fare e stavano a capo chino. Petrone pure accostatosi a Domicilia le domandò le chiavi de la porta, dicendo che era ora d’andar a comperar la carne per desinare. Domicilia alora facendo il bravo e pa¬ rendo di grandissima còlerà colma, gli rispose con un mal viso: — Carne? ah, brutto poltrone e asino che tu sei ! Pur troppo n’ ho in casa de la carne, ché tutta notte per puttane e ruffiani sono stata fuor del mio letto e gita ramminga per casa come una stra¬ niera. Io vi darò ben de la carne, si. — Lo scemonnito di Cocco sentendo tanto animosamente bravar Domicilia e veggendola irata, era tutto tremante e cadeva di paura, non potendo costrutto alcuno cavar di quello che la notte era occorso, dubitando non s’esser sognato. E tanto più Io sciagurato era sbigottito quanto che ve¬ deva la donna sua far per casa del bravo, e stava pur aspet¬ tando il fine di questa cosa. Poi che Domicilia ebbe di molte parole pregne dette e garrito contra il famiglio, disse al marito che seco andasse ne la saletta e vi fece anco andar Petrone e Nardella. Ed essendo tutti quattro entrati dentro, ella commandò a Petrone che schiavasse il suo armario. Il che di subito fece. Domicilia a la presenza di tutti cominciò a rivoltar sossopra ciò