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NOVELLA XI. 89 andar a dormire passasse, imperció che per quella s’andava a la camera del fante ed altresi a quella di Nardella. Era in quella saletta un lettuccio come s’usa in Toscana per potervi da me¬ rigge dormire. Su quello si mise a seder Cocco, attendendo che Nardella si levasse di cucina e ne venisse a la camera, con animo di corcarla su quel lettuccio e romper due o tre lancie. Mentre che Cocco aspettava Nardella, avvenne che Domicilia a caso si destò e sentendo Petrone alquanto moversi, il quale ella credeva esser il marito, se gli accostò e cominciò volerlo abbracciare, essendo già più d’un mese che ella non aveva inacquato il suo giardino. Petrone come senti questo, fingendo esser forte son¬ nacchioso ed aver più talento di dormire che d'altro, la ributtò da sé. Ma ella ch’aveva voglia di cibarsi, di nuovo se gli mise a canto e diede de le mani al corno con cui gli uomini cacciano il soldano in Babilonia. Egli ch’aveva pur deliberato esser fedel al padrone e che forse dubitava che questa non fosse una tela ordita per provarlo, di nuovo la ributtò da sé e le rivolse le spalle. Ma la donna che era sul fatto riscaldata, voleva pre, se possibil era, vincer questa pugna, e posta una de le sue gambe a traverso a quelle del famiglio si sforzava con mani e piedi far ch’egli a lei si rivolgesse. Ma il barbagianni le diede una gran fiancata, di maniera che ella stizzosa e in gran còlerà mon¬ tata gli strinse fieramente i sonagli. Petrone per la soverchia pena che sentiva fu vicino a gridare e manifestarsi. Pur si ritenne, e vinto anch’egli da Tira diede nel viso a Domicilia una fiera guanciata, la quale veggendosi dal marito, come ella portava ferma openione, in cotal maniera rifiutare, si ritirò amaramente piangendo su la sponda del letto e fra sé diceva: — Mi possa fiaccar il collo, se prima che il giorno venga io non te ne pago, poltrone e gaglioffo che tu sei. Tu non mi tocchi di dui mesi una volta e sei più vago di triste e poltrone femine e di fan¬ ciulli che di me, ed ora che a te appressata m’era, cosi piace¬ volmente m’hai accettata? A la croce di Dio, che io me ne ven¬ dicherò, e se tu disonestamente con chi ti pare prenderai tra¬ stullo, io col tuo famiglio mi darò buon tempo ed in capo ti porrò il cimiero de le corna. Dormi, dormi e vedrai bella festa. —