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NOVELLA XL 87 con lei. S’era Nardella un giorno di festa tutta strisciata e fatta molto, per fantesca, polita, avendosi messo il boccacin bianco con uno grembial giallo; e veggendo il padrone che fiso la guar¬ dava, ella mirava lui di modo che pareva proprio che lo invi¬ tasse a giocar seco a le braccia. Il che Cocco veggendo si pro¬ pose che la seguente notte fosse quella che devesse dar il com¬ pimento al suo amore. Domicilia che molto più del solito vide quella polita, s’imaginò che d’alcun compagnone de la contrada si fosse invaghita e non vi pose altrimenti fantasia. Ma in effetto ella s'era cosi concia per meglio piacer a Cocco. Era di state ed essendosi cenato di buon’ora come si costuma, dopo la cena Cocco andò fuor di casa a diporto e Petrone l’accompagnò secondo che era consueto. E andando or qua or là per le con¬ trade de la città, egli al famiglio in questa forma parlò: — Tu devi saper, Petrone, che nessuna cosa mantiene più in grazia del suo signore un che lo serva, come fa l’esser fedele e se¬ greto ne le cose che il padrone si fida di lui e gli commette che faccia, ché ancor che ’1 servidor avesse tutte l'altre buone parti e non fosse fidato e segreto, sarebbe egli poco stimato e non tro- varebbe padrone che ai suoi servigi il volesse; ché io per me, se mi pagasse, di lui in conto alcuno non mi servirei. E che dia¬ volo si deve far d’uno che fedel non sia e non sappia secondo la voglia del padrone tacere? Ora perché io queste parole ti dica, adesso saperai. Tu dapoi che mi servi mi sei parso uomo da bene, e credo che appresso a l’altre tue bone parti sia anco in te la fede e che quando io ti dirò una cosa di credenza, che saperai tacerla. Voglio adunque, Petrone, che tu sappia che io mi vo’ di te fidar di cosa, come intenderai, di grandissima im¬ portanza; e perché tu intenda meglio l'animo mio, odi diligen¬ temente ciò che io ti dirò. Io debbo questa sera andar a trovar una de le belle donne di questa terra, che ti so dire che è fatta per vedere. Basta. Ella mi attenderà ad ogni modo, perché mi vuole tutto il suo bene. Ma perché, non mi occorrendo disturbo alcuno, io intendo starmi seco fin presso a l'alba e non vorrei che Domicilia a modo veruno di questo mio fatto s’accorgesse, quando sarà l’ora del dormire io ti farò il cotal cenno, e tu