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NOVELLA XI 427 disse la donna e lo fece nasconder dentro il luoco del necessa¬ rio che in camera rispondeva. Poi apri al lodigiano, il quale subito domandò che era del marito. — A Milano se n’è egli ito — soggiunse la donna. — Adunque ,sète voi sola? — rispose egli. — E come sono io sola — dlss’ella, — se voi séte meco? — Poi che vostro marito non ci è — disse il lodigiano, — io starò una pezza a diportarmi con voi e non perderò in tutto i passi, ché forse non averò bella comodità un’altra volta fin a molti di come ora m’è data. — Ed entrato in ballo, con lei fece una danza. La qual fornita, sentirono cavalli nel cortile. Ed ecco il bresciano che indietro era tornato, il quale cominciò a chiamar la moglie. La donna sentito il marito, disse: — Oimè, io son morta. Ecco il mio marito, che Dio lo faccia tristo, che è tornato, e non so come né so ciò che si voglia dire. — Ma pur volendo celar il lodigiano e non avendo accorgimento di mandarlo o di farlo nasconder altrove, lo fece ricoverare sotto il tapeto de la tavola, che tanto largo era che d’ogni banda toccava terra. Ora aiutata da subito conseglio andò ad aprir al marito e gli disse: — Voi siate il ben tornato; e che vuol dir cotesto? Almeno fosse il ritorno vostro stato di mezz’ora prima, perché Morgante è corso fin qui dietro al nostro prete con una spada in mano, ed io non so ove il prete sia. Morgante perciò m’ebbe tanto rispetto che non gli diede. Ma séte venuto a tempo di cena e ci è una buona torta. — Or bene — disse il bresciano, — egli mi rincresce del sere che non vorrei che avesse male, e tu lo devevi ritener qui ché non s’incontrasse in quel pazzerone. Ma sai che è? Manda la fante a metter a letto mio fratello che è cascato in Adda, e penso abbia un poco di febre e non vo' che mangi questa sera. — Sia con Dio — disse la donna; e data una voce a la fante che ad imita¬ zione di madonna si dava buon tempo quando ci era alcuno che seco giacesse, le commise che conducesse il cognato a letto. In questo avendo voglia il bresciano di scaricar la vesica, se n’andò diritto al destro ove il milanese era nascoso, il quale sentendo aprir l’uscio e udita la voce del marito de la donna, non sapeva che farsi; tuttavia stette cheto. Egli era buio ed il bresciano fece il suo bisogno e lavò il volto al milanese d’altro che d’acqua ■>