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4i8 PARTE SECONDA Veggendo il Bembo che i diti apparivano fuori, mezzo turbato disse a mio fratello: — Di grazia levatemi questa seccaggine di questo mio parente ribambito. — Mio fratello si scusò che non sapeva come fare. Il vecchio alora disse: — Figliuoli, non vi meravigliate se io sono cosi mal in ordine, perché questo è abito cavalcaresco, ma a casa io ho bene de l’altre veste; — e poi entrò in un pecoreccio di pappolate da far ridere ogni svogliato e malinconico, di maniera che il Bembo ancor che in còlerà fosse, non poteva far che non ridesse. Volendo poi il vecchio nettarsi il naso cavò un fazzoletto assai grande, rotto in più luoghi e tanto sporco che pareva che fosse stato un mese in cucina a nettar le padelle. Il Navagero ancor che ridesse, tut¬ tavia mezzo adirato gli disse: — Messere, voi séte venuto a far un grand’onore al vostro parente, ed essendo stato tanto a vederlo, l’avete fatto maschio. Egli è ben fatto che questi gentiluomini vi diano da cena, perché noi non ceneremo di qui a buona pezza. — O figliuol mio — rispose egli, — io veggio bene che i poveri vecchi sono malveduti dai giovini. Io ho avuta tanta voglia di veder il mio parente, ed ora tu vuoi che me ne vada? A le guagnele di san Zaccaria, tanto che egli starà qui, io lo vo’ go¬ dere. Cenate pure tanto tardi quanto volete, ché io aspetterò, perché non sono tre ore che il mio oste quando smontai mi fece mangiar quattro fegatelli di cappone e ber duo bicchieri di vernaccia. — Io me ne crepava de le risa, e per non guastar la coda al pavone mi ritirai verso la credenza, fingendo veder ciò che si faceva. Mio fratello senza punto cangiarsi di viso, rivolto al vecchio disse: — Magnifico, lasciate dir chi vuole, ché voi séte in casa vostra. — Il Bembo gli teneva pur detto: — Voi, messer Gian Battista, pensate farmi piacere e mi fate il maggior dispetto del mondo. Lasciatelo andar per l’amor di Dio, ché io mi muoio di vergogna. — Alora il Fracastore mosso a compas¬ sione del fastidio del Bembo, al vecchio disse: — Magnifico, il signor Navagero vi dà un buon conseglio: voi séte attempato anzi che no e il tempo è freddo. Io che medico sono, v’essorto a cenar a buon’ora ed andarvi a posare. — Domine magister — rispose il vecchio, — pigliate questo conseglio per voi, ché