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396 PARTE SECONDA tuoni del mondo non Paverebbero con il tremendo romore che fanno destata. Del che la povera vecchia fieramente spaventata e veggendo che né più né meno faceva sembiante di sentire come averebbe fatto un corpo morto, tenne per fermo Giulietta esser morta. Onde fuor di misura dolente e trista, amarissima¬ mente piangendo se ne corse a trovar madonna Giovanna a la quale, dal soverchio dolor impedita, a pena puoté dire ansando: — Madonna, vostra figliuola è morta. — Corse la madre con fret¬ toloso passo tuttavia lagrimando, e trovata la figliuola acconcia del modo che udito avete, se fu dolente e da estremo cordoglio in¬ gombrata non è da domandare. Ella mandando le pietose voci fino a le stelle averebbe mosso a compassione le pietre ed addol¬ cite le tigri quando per la perdita dei figliuoli più irate sono. Il pianto e il grido de la madre e de la vecchia udito per tutta la casa fu cagione che ciascuno quivi corresse ove il romor si fa¬ ceva. Vi corse il padre, e trovata la figliuola più fredda che ghiaccio e che sentimento alcuno non mostrava, fu vicino a morir di doglia. Divolgatosi il caso, di mano in mano tutta la città ne fu piena. Vi vennero parenti ed amici, e quanto più crescevano le genti ne la casa il pianto vie più si faceva maggiore. Fu su¬ bito mandato per i più famosi medici de la città, i quali usati tutti quegli argomenti che seppero i più convenevoli e salutiferi e nulla con l’arte loro di profittevole aita operando, e la vita in¬ tesa de la giovane che già molti di era consueta di fare, che altro non faceva che pianger e sospirare, tutti concorsero in questa openione, che ella veramente da soverchio dolor soffocata fosse morta. A questo si raddoppiò il pianto senza fine, e per tutta Verona generalmente ciascuno di cosi accerba ed impensata morte si dolse. Ma sovra tutti la dolente madre era quella che acerbissimamente piangeva e si lamentava e non voleva ricever consolazion veruna. Tre volte abbracciando la figliuola, ¡svenne e tanto morta quanto quella pareva; il che doglia a doglia ac¬ cresceva e pianto a pianto. I.’erano a torno di molte donne che tutte si sforzavano a la meglio che si poteva di consolarla. Ella aveva di modo allentate le redine al dolore e cosi in poter di quello s’era lasciata trascorrere che quasi in disperazione