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N'OVKI.LA IX 393 giudicheranno morta e co?> su la sera ti faranno sepellire e ti metteranno dentro l’arca dei tuoi Capelletti. Quivi a tuo bel¬ l’agio riposerai la notte e il Ji. La notte poi seguente Romeo ed ìd verremo a levarti fuori, perciò che io del caso per messo a posta avviserò Romeo. E cosi egli con segreta maniera ti merrà a Mantova ed ivi celatamente ti terrà fin che questa benedetta pace tra i suoi e i tuoi si faccia, ché a me dà l’animo agevol¬ mente di farla. Se questa via non prendi, io non so con che altro poterti dar soccorso. Ma vedi: come t’ho detto, egli ti convien esser segreta e ritener questa cosa in te, altrimenti guastaresti i fatti tuoi e i miei. — Giulietta che dentro una fornace ardente per trovar Romeo andata saria non che in una sepoltura, diede intiera credenza a le parole del frate e senza altrimenti pen¬ sarvi vi s’accordò e gli disse: — Padre, io farò il tutto che voi mi dite, e cosi ne le mani vostre mi rimetto. Ch’io dica questa cosa a persona non dubitate, ché io sarò segretissima. — Corse subito il frate a la camera ed a la giovane recò tanta polvere quanta capirebbe in un cucchiaio, involta in un poco di carta. Presa Giulietta la polvere, la mise in una sua borsa e molto ringraziò fra Lorenzo. Egli che assai difficilmente poteva credere ch’una fanciulla fosse si sicura e tanto audace che in un avello tra’ morti si lasciasse chiudere, le disse: — Dimmi, figliuola, non averai tu paura di tuo cugino Tebaldo, che è cosi poco tempo che fu ucciso e ne l’arca ove posta sarai giace e deve fieramente putire? — Padre mio — rispose l’animosa giovane, — di questo non vi caglia, ché se per passar per mezzo le penaci pene de l’inferno io credessi trovar Romeo, io nulla temerei quel fuoco eternale. — Or sia col nome del nostro signor Iddio — disse il frate. Tornò Giulietta a la madre tutta lieta e ne l’andar verso la casa le disse: — Madre mia, io vi dico per certo che fra Lorenzo è un santissimo uomo. Egli m’ha di modo con le sue dolci e sante parole consolata che quasi m’ha tratto fuora de la si fiera malin¬ conia che io pativa. Egli m’ha fatto una predichetta tanto divota ed a proposito del mio male quanto si potesse imaginare. — Madonna Giovanna che vedeva la figliuola assai più del solito allegra e udiva quanto diceva, non capiva in sé per l’allegrezza