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372 PAKTE SECONDA meno di speranza aveva, che tanto più l’amor verso lei crescesse e che quel di che non la vedeva non potesse aver bene. E perse¬ verando più costante e fervente in questo amore, dubitarono alcuni amici suoi che egli non si consumasse, onde molte fiate' amorevolmente l’ammonirono e pregarono che da tal impresa si distogliesse. Ma cosi poco le lor vere ammonizioni e salutiferi consegli curava, come la donna di cosa che egli facesse teneva conto. Aveva tra gli altri Romeo un compagno al quale troppo altamente incresceva che quello senza speranza di conseguir guiderdone alcuno, dietro ad essa donna andasse perdendo il tempo de la sua giovinezza col fior degli anni suoi; onde tra molte altre volte una cosi gli parlò : — Romeo, a me che come fratello t’amo, troppo di noia dà il vederti a questo modo come neve al sole consumare ; e poi che tu vedi con tutto ciò che fai e spendi, e senza onor e profitto spendi, che tu non puoi trar costei che ad amarti si pieghi, e che cosa che tu adopri non ti giova, anzi più ritrosa la ritrovi, a che più indarno affaticarti? Pazzia estrema è voler una cosa non difficile ma impossibile, render facile a fare. Tu sei pur chiaro che ella né te né le cose tue cura. Forse ha ella alcuno amante a lei tanto grato e caro che per l’imperadore non l’abbandonarebbe.Tu sei giovine, forse il più bello che in questa nostra città si truovi ; tu sei, siami lecito sugli occhi dirti il vero, cortese, vertuoso, amabile e, che assai la gioventù adorna, di buone lettere ornato ; poi unico al padre tuo figliuolo tí ritruovi, le cui grandi ricchezze a tutti sono no¬ tissime. E forse che egli verso te tien le mani strette o ti grida se tu spendi e doni come ti pare? Egli t’è un fattore che per te s’affatica e ti lascia far ciò che tu vuoi. Ornai destati e riconosci l’errore ove tutto il di vivi; leva dagli occhi tuoi il velo che gli acceca e non ti lascia veder il camino che dèi caminare; deliberati por l’animo tuo altrove e di te far padrona donna che lo vaglia. Ti muova giusto sdegno, che molto più può nei regni de l'amore che non può esso amore. Si cominciano a far de le feste e de le maschere per la terra: va’ a tutte le feste, e se per sorte vi vedrai quella che tanto tempo indarno hai ser¬ vito, non guardar lei, ma mira ne lo specchio de l’amor che