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360 PARTE SECONDA Cesare Fregoso cavalier de l'ordine di Sua Maiestà cristianis¬ sima. E perché mi parve assai bella, quella alora scrissi ed ora al vostro vertuoso nome consacro. Degnarete adunque questa mia picciola fatica accettare, che sarà appo voi come un pegno del mio amore e farà talora sovvenirvi del vostro Bandello. State sano. NOVELLA Vili Crisoforo innamoralo d’Apatelea per inganno prende di quella amoroso piacere, che sempre se gli era mostrata ritrosa. Andai non è molto, signore mie nobilissime, per alcuni miei affari a Milano, ove da persone degne di fede mi fu narrato quanto io ora intendo di raccontarvi. Milano, devete sapere, è oggidì la più opulente e abbondante città d'Italia e quella ove più s’attenda a fare che la tavola sia grassa e ben fornita. Ella oltra la grandezza sua che i popoli di molte città cape, ha copia di ricchissimi gentiluomini dei quali ciascuno per sé sarebbe sufficiente ad illustrare un’altra città. E s’un centinaio di gen¬ tiluomini milanesi i quali io conosco fossero nel reame di Na¬ poli, tutti sarebbero baroni, marchesi e conti; ma i milanesi in ogni cosa attendeno più a l'essere e al viver bene che al parere. Sono poi tutti molto più vaghi de le belle donne, de le quali assai ce ne sono, e di star continovamente su le pratiche amorose che in città che io mi conosca, e tutti per l’ordinario fanno a’ forestieri di molte carezze e gli vedeno molto volen¬ tieri. Stanno dunque tanto più su l’amorose pratiche quanto che vi trovano la pastura più grassa ed abbondante, essendo tutte le donne cosi vaghe degli uomini come essi sono di loro. Per questo si vedeno tutto il di a belle schiere tutte le sorti d’uomini sovra le invellutate e superbamente guarnite mule, so¬ vra correnti e snelli turchi, sovra velocissimi e leggeri barbari, sovra vivaci ed animosi giannetti, sovra feroci corsieri e sovra quietissimi ubini con nuove fogge di vestimenti or quinci or quindi passeggiare, che propriamente paiono pecchie o, come qui si dice, api che a torno a torno ai vaghi fiori vadano sce¬ gliendo il mele. Si veggiono altresi di molte indorate carrette