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NOVELLA V 339 lacrimar tu m’uccidi. — Ella a la fine, da mille singhiozzi im¬ pedita, con parole interrotte cosi a l'amante rispose: — Se tu hai deliberato, unico mio signore e cor del mio core, per so¬ disfar a tuo padre sposar un’altra donna, prima che tu de la promessa a me fatta manchi, tu mi passerai per mezzo il petto il core col tuo pugnale e poi farai quanto più t’aggradirà. Questo ti dico perciò che a me si fa impossibile credere che io potessi viver già mai se tu d’altra donna divenissi sposo. — Le parole furono assai, e quasi tutta la notte altro non fecero che questionar su questa cosa. Ma che ella fosse contenta che egli un’altra ne sposasse, non puoté ottener già mai. Parlò anco assai Fabio con la nutrice, dimostrandole il termine a che era col padre, e che non gli compiacendo perdeva l'eredità, e che non sapeva se mai il padre d’Emilia si fosse contentato di dar¬ gliela: che quando il suo fosse morto, egli aveva roba assai, e che assicurasse Emilia che quella che egli sposarebbe, faria in breve morire. Ora partito che egli fu, fece intender al padre co¬ m’era presto per ubidirli. Lieto di tal risposta il buon vecchio, fatti invitar i parenti ed amici, fece che Fabio sposò quella che prima gli aveva proposta. La voce si sparse quel di medesimo per Roma. Il che udendo, Emilia fu per morire; ma deliberata non morir sola, mandò pregando Fabio che quella notte a lei n’andasse. Egli a la consueta ora andò e trovolla che amara¬ mente piangeva. Si sforzò assai a la meglio che seppe consolarla, affermandole con santissimi giuramenti che in breve farebbe morir con veleno o per altra via quella che sposata aveva. Parve che la giovane alquanto s’acquetasse, onde si messero a letto ove, dopo che insieme amorosamente ebbero più volte presi l’un de l’altro quei piaceri che tanto si ricercano, Fabio da alto sonno oppresso, a dormire cominciò. Il che veggendo Emilia, perciò che in camera ardeva una lampada, leggermente al suo amante il petto scoperse, e preso un pugnale che Fabio recato aveva, quello si fattamente nel core gli fece penetrare che egli subito mori. Fatto questo, risvegliò la nutrice che a basso del Ietto dormiva, la quale veggendo Fabio morto ed Emilia col sanguinolente pugnai in mano, volle gridare. Ma Emilia la