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3io PARTE SECONDA o candeliere) percossi. Non molto dapoi venuta la festa de la sacra de la chiesa, che appo tutto '1 popolo era in grandissima riverenza, perché quel di tutti gli uomini e donne grandi e pic¬ cioli sogliono unitamente trovarsi a la messa, deliberò il sere, veggendo la chiesa più che mai piena e quivi tra l’altre la sua inzuccherata Orsolina che gli aveva cavato il cor del corpo, colorir ed incarnare il suo dissegno. Avendo adunque alquante parole dette in commendazione e lode de la santa consacra¬ zione del tempio, e mostrato loro come gli antichi profeti e patriarchi ebrei con tutto il popolo israelitico con grandissima ed inestimabil solennità e meravigliose ceremonie celebravano la dedicazione del tempio, ad imitazione dei quali la santa e catolica Chiesa fa il medesimo, in fine cosi disse loro: — Uo¬ mini miei e donne nel sangue prezioso di Cristo da me come figliuoli diletti, voi ben sapete che io infinite volte, come era ed è mio ufficio e debito, v’ho ripreso e fattovi quella amo¬ revole e caritativa correzione che Iddio m’ha inspirato, e det¬ tovi che questi vostri innamoramenti e cotesto tanto vagheg¬ giar che voi di continovo in chiesa a le messe ed agli altri divini uffici fate, è in grandissimo dispiacere a nostro signor Iddio, perciò che egli ha detto la sua santa casa esser luogo d’orazione, e voi, sciagurati che séte, la fate una spelonca di ladri. V’ho medesimamente detto che quando Iddio paziente- mente v’averà per alcun tempo sopportati e che vederà la sua pazienza esser da voi beffata, perseverando voi ne le triste e sconcie opere di mal in peggio, che egli contra a voi s’adirerà e corruccioso, messa la sua pazienza da canto, adopererà il ba¬ stone de la giustizia e in modo vi percoterà che guai, guai a voi! Ma il tutto è pur stato indarno fin qui, e dubito di peggio per l’avvenire, cotanto vi veggio avvezzi al male. Guai a voi, guai a voi, miseri meschini, che ve ne state ridendo e facendovi beffe del mio dire e non sapete il castigo e flagello che Iddio già v’ha preparato. E che mi vale, oimè, leggervi ogni do¬ menica l’acerbissima passione del Salvator nostro, benedir cosi sovente le case e campi vostri, segnar col segno del barone san Bovo le vostre bestie e tutto il di far orazion per voi, e in