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NOVELLA II 3°7 conviti, noi altresì senza loro vagliamo nulla né aver possiamo piacer ch'intero sia. Pertanto se più dì questi pasti vi verrà ta¬ lento di fare, come far devete, ricordatevi che ci siano de le belle donne; altrimenti io v'avviso che vivanda non ci sarà che saporita sia. Ma ripigliando il parlare di cui noi si ragionava, a voler mostrar di non esser miglior maestro per aguzzar gli in¬ gegni e destar gli addormentati, com’è Amore, dico che nel con¬ tado nostro di Brescia è una villa posta ne la valle di Sabbia, ¡1 cui nome è detto come quella cosa per cui tanto gli uomini piaceno a le donne ben che elle si vergognano nominarla, ne la quale fu un prete chiamato don Faustino da Nigolini, che era parrocchiano de la chiesa, uomo mezzanamente lette¬ rato ed assai bel parlatore, ma per altro tanto grosso e mate¬ riale che di leggero se li sarebbe dato ad intendere tutto ciò che l’uomo avesse voluto. Ché in vero da quelle lettere in fuori che da fanciullo apparate aveva ed il governar i suoi popolani ne le cose spirituali, nel resto ne le cose del mondo egli niente valeva, onde era spesso ingannato e fattoli creder una cosa per una altra; tuttavia per la sua buona vita era generahnento amato. Egli ogni festa, prima che la messa cantasse, soleva legger la passione del nostro Salvatore e in mezzo de la messa faceva una predicazione, ed assai sovente andava con l’acqua santa benedicendo i campi, dicendo suoi salmi, paternostri ed altre sue orazioni, e metteva su gli usci de le case de le croci be¬ nedette. Soleva anco benedir i buoi e l'altro bestiame con l’ora¬ zione del barone san Bovo, di modo che era da tutti tenuto uomo di santa vita. S'alcuna volta accadeva romore o mischia tra i popolani suoi, egli mai non cessava fin che tutti rappaci¬ ficati non aveva. Medesimamente come uno infermava, don Faustino subito amorevolmente lo visitava e in lutto ciò che per lui far si poteva gli dava aita; e insomma si mostrava con tutti amorevole e caritativo. Egli è ben vero che era molto ri¬ gido quando udiva le confessioni dei suoi parrocchiani, ripren¬ dendo acerbamente i peccati, e un gran romor faceva in testa agli uomini e a le donne innamorate, contra i quali quando predicava diceva di terribili parole mandandogli tutti in bocca ò°