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304 PARTE SECONDA farneticassi? — Va’ pur là — rispose il prete. Ora essendo alquanto a l’avello appresso, Malvicino senti l’ansare che faceva il chierico e pensò che fosse Mangiavillano che soffiasse per la gravezza del castrone, onde senza pensar altro, gittò fuor il sacco de le noci in terra e saltando su tutto ad un tratto, disse: — Ben venga, ben venga. Diavolo, tu soffi bene; come è egli grasso? — Il chierico quando udì lo strepito del sacco a terra gettato e senti quelle pa¬ role, non ebbe al mondo mai il più timoroso spavento, e tratto in terra il povero don Pietro, tremante disse: — O sia magro o sia grasso, to', piglialo pur, ch’io te lo lasso. — E detto questo si mise la via fra' piedi e lasciando il misero gottoso se ne fuggi in casa. Il prete anco che minor paura non aveva, smentica- tosi il dolore de la gotta cominciò a pagar di calcagna in modo che non sarebbe stato tenuto per infermo. La fantesca mede¬ simamente più morta che viva, gridando quanto poteva fuggi in casa. Malvicino sentendo questo né sapendo imaginarsi che cosa fosse, sentendo fuggir e gridar coloro, dubitò non esser quivi còlto a l’improviso da qualcuno; ed eccoti Mangiavillano che ve¬ niva scoppiando de le risa per la fuga del prete. Come Malvi¬ cino conobbe il compagno, gli andò incontro e gli disse : — Che diavolo è quello che ho sentito? — Mangiavillano gli narrò quanto aveva udito e visto, e col castrone, oche e noci se n’andarono a casa. Quando il nostro giovine già detto, che era piacevole e cortese gentiluomo, intese la cosa com'era passata, assai ne rise. Fu mangiato il castrone col resto, e don Pietro restò col male e con le beffe. Nondimeno il nostro gentiluomo indi a pochi giorni e al prete del castrone e a Giacominaccio de le noci e de l’oche fece con segreto modo sodisfare, di modo che l'uno e l'altro si tennero a pieno pagati, non sapendo perciò chi fosse colui che gli facesse pagare.