Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, II.djvu/28


novella xxxiv 25

sapeva navicar sotto acqua e dissimular i vizi suoi accomodandosi con gli altri; ma troppo non stette che cominciò a dar il saggio de la sua cattiva natura. Egli fieramente s’innamorò di una donzella d’essa signora Clarice, che per l’amor di Dio aveva presa in casa, perché i parenti di quella erano poverissimi. Ella era non molto bella, ma un poco appariscente ed allegra molto, e con tutto questo, altiera, superba e ritrosa. E come ne le corti si suole, aveva sempre dui e tre innamorati. Al bergamasco nel principio, che che se ne fosse cagione, non dava orecchie, del che egli indiavolava e faceva fuor di misura l’appassionato. E cosí innanzi andò la bisogna che egli miseramente ingelosito venne a romore con ciascuno, non solo con chi parlava con la giovane, ma con chi pur la guardava, onde ne furono per riuscire di molte questioni. Ed ancora che ella poco l’amasse, perché diceva che fieramente il naso gli putiva e che non poteva sofferir quel gran puzzo, nondimeno egli che era presontuosissimo ed ostinato come un mulo, non mancava di continovo di tenerla sollecitata con lettere e messi, ed ogni volta che poteva parlar seco le era sempre ai fianchi e le faceva tutta quella abbietta servitú che uomo possa far a donna. E forse avvertito del puzzo del naso da altri, o che ella gliene facesse motto, cominciò tutto il di a profumarsi di zibetto e portar altri odori a dosso. Ma tanto non sapeva fare che egli non sonasse di continovo il corno de l’Amostante, e si stranamente putiva che talora venticinque e trenta passi lontano, quando si scaldava o da soverchia fatica sudava, il lezzo caprino del suo puzzolente naso si faceva sentire. Ora non ostante questo, tanto dietro a questo suo amoraccio si riscaldò e si seppe dire e fare, che la signora Clarice, pensando levar via i romori e le querele de la casa che tutto il di la molestavano, gliela diede per moglie. Maritato che fu e divenuto possessore di colei che tanto desiderata aveva, se prima era geloso, alora divenne gelosissimo, e si era da la gelosia offoscato che gli pareva che non gli uomini, ma che le mosche volanti per l’aria devessero questa sua moglie portar via ed inghiottirla e trangugiarla. Onde divenne insopportabile ed acquistò in pochi di la malevoglienza dei grandi