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IL BANDELLO

al molto magnifico

messer

antonio cavriuolo


Si trovano talor alcuni uomini cosí pazzeroni e di rintuzzato ingegno che tutto quello che dicono o fanno, riputano esser ben fatto, e se Solomone venisse in terra a volergli emendare, subito salterebbero sul cavallo sboccato de la presunzione ed a modo veruno non vorrebbero sofferire che cosa fosse detta in pregiudicio di ciò che fanno. Altri cosí scemonniti si ritrovano ed hanno la vita di maniera a questo avvezza che ogni minimo diffettuccio che il compagno faccia, giudicano esser errore inespiabile, ed i loro enormissimi falli non vogliono vedere, ma se gli gettano dopo le spalle, e riputando gli altri tristi, se stessi stimano buoni e non s’avveggiono che tutto il mondo ha openione contraria al lor falso pensiero. Ci sono poi in questa vita, che come si dice è una gabbia di pazzi, di quelli talmente condizionati che il proprio diffetto del quale sono macchiati gettano in occhio a chi non l’ha e con vituperose parole villaneggiano altrui di quello che a’ lor propri conviene. E con queste taccarelle che sono di grandissima importanza, si ten gono avvisti, scaltriti e di svegliato ingegno, non s’accorgendo questi animali che da tutti sono beffati e scherniti. Di questo ragionandosi un di a la presenza de la valorosa signora Ippolita Sforza e Bentivoglia, molte cose furono dette che troppo lunga istoria sarebbe a raccontarle. Basta che si conchiuse che l’uomo non deverebbe mai esser facile a far giudicio di cosa che sia, se prima non ha bene e maturamente tutte le condizioni a quella appartenenti pensate, conoscendosi chiaramente che quelli