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NOVELLA LUI 249 disegnata, a la padrona rivolto con grave viso orgogliosamente le disse: — Madonna, al corpo del cavalier messer san Buovo, io vi giuro e prometto la fede mia; se voi passate questo se¬ gno che io col mio coltello ho fatto, io vi farò con un altro coltello un si fatto scherzo che forse pili vi piacerà che queste vostre pazziole che voi ora fate. Io ve la caricherò se voi non state indietro. Che si. che si, che voi direte poi: — Io non me lo pensava. — Passate, passate, e vedarete di bello. Io ve 1’ ho detto, e basta. Non vi lamentate poi di me. — La donna che più voglia aveva d'Antonello di venir seco a le prese e giocar a le braccia, accostatasi pian piano a la riga faceva vista di volerla passare e quasi vi metteva su i piedi ; poi si ritirava indietro e diceva: — Antonello, dimmi un poco per tua fé ciò che tu hai animo ora di fare se io passerò il tuo prefisso ter¬ mine. Deh, di grazia dillo. — Antonello che intento stava a l’opera come lo sparviero quando vede la quaglia, rideva di¬ cendo: — Madonna, perdonatemi; per questa volta io non ve lo vo' dire. Voglio che da voi stessa, quando io fatto l’averò, conosciate che cosa sarà. Io voglio al presente fare come m’ha detto più volte il barba Pedrone che fanno le monache di Ge¬ nova, le quali se ne vanno dove più piace loro a diportarsi per la città e fuora, e poi quando tornano al monistero dicono a la badessa: — Madre, con vostra licenza ce ne siamo andate a ricreazione, a prender un poco d’aria. — Ed io altresi farò co- m’elle. Io già più di millanta volte detto ve l’ho e di nuovo lo dico e replico, che se passarete, io a modo veruno non ve la perdonerò, ma vi farò pagar il passaggio e il dazio di quello a buona derrata. Passate pure se n’avete voglia, e vederete a che modo fa il mugnaio, se io saperò da me pagarmi e che parte me ne saperò fare. — Onde fingendo la donna aver téma di quanto Antonello diceva, due e più di tre volte pose i piedi quasi oltra il segno, e subito dicendo — Oimè! — si ritirava a dietro. Rideva Antonello, altro non aspettando se non che ella passasse. La donna ultimamente, essendo desiderosa di provar quanto Antonello pesasse, con un saltarello passò il prefisso ter¬ mine dicendo: — Ecco, ecco che io son passata; che sarà mò? —