Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, II.djvu/230


NOVELLA LI 227 di ricercarla per moglie. Era esso cavaliero Spada insieme col fratello de la donna ritrovatosi su molte guerre, essendo tutti dui cavalli leggeri, talmente che seco aveva contratta molta do¬ mestichezza e somma benevolenza. 11 perché presa un giorno la comodità, dopo molti ragionamenti gli domandò la sorella per moglie. Egli che conosceva il cavalier Spada valente e da' ca¬ pitani di cavalli leggeri amato, gli promise che con la sorella farebbe ogn’opera a ciò che avesse l’intento suo. Né diede guari d’indugio a la cosa, ma quello stesso giorno parlò con la so¬ rella, a la quale seppe tanto dir e fare e si bene persuaderla che ella consenti di rimaritarsi. Onde non dopo molto il cava¬ lier Spada sposò la Regina, con la quale, amandola assai più che la vita, cominciò a darsi il meglior tempo del mondo, e si riputava meglio maritato che uomo de la sua nazione. Veggen- dola adunque bellissima e d’ogni mosca che per l’aria volava temendo, egli oltra ogni credenza geloso di lei divenne, di tal sorte che pensava eh'ognora gli fosse da le braccia rapita. Né altra cagione a ciò lo sospingeva se non che com'egli molto l'amava e molto bella la vedeva e conosceva che ella con tutto il suo studio s'ingegnava di piacerli, cosi da malinconico umore avvelenato s’imaginava che ciascuno l’amasse e che ella ad ogni uomo piacesse, ed ancora che cosi cercasse di piacer altrui come a lui faceva. Ingelosito adunque, tanta cura e si strema guardia ne pigliava e si stretta ia teneva che forse ci sono assai di quelli che a capitai pena condannati non sono dai guardiani de le prigioni con si diligente guardia tenuti. Ella che onestis¬ sima era e il marito unicamente amava, ancora che vita dura e fuor di misura dispiacevole ed amara vivesse, per non con¬ turbarlo il tutto pazientemente sofferiva e quanto egli coman¬ dava metteva ad effetto, né mai con atti o con parole gli volle far intendere che egli avesse torto a tenerla de la maniera che la teneva. E cosi vivendo sperava pur di levar di capo al ma¬ rito questa infermità di gelosia e abominevol morbo non con altra medicina che essergli in ogni cosa ubidientissima, senza mai darli un minimo sospetto di cosa alcuna. Ma il tutto era indarno. Io non credo che sia nazione al mondo più sospettosa