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206 PARTE PRIMA che aveva la poliza, andato a le prigioni, ritrovò il capitano di quelle e disseli: — Carlo Montanino poco fa ha fatto pagar mille fiorini che da la Signoria era condannato. Eccovi la sua liberazione fatta e segnata dal camerlingo la quale io in nome suo v’appresento, e vi richieggio che secondo l’ordine datovi lo debbiate cavar di carcere e metterlo in libertà questa sera per ogni modo. — Il capitano presa la cedula e quella letta, disse che al tutto darebbe buona espedizione. Partissi chi por¬ tata aveva la cedula, ed il capitano incontinente andato a le prigioni fece chiamar Carlo. Egli sentendosi nomare si pensò che gli avessero fatto venir il frate per confessarsi e disporre le cose de l’anima, essendosi già preparato a la morte. Come fu al capitano arrivato, comandò esso capitano che il prigionero fosse sferrato e gli disse: — Carlo, sta’ allegro, perché in questa ora m’è stata recata la cedula de la tua relassazione e libertà. Perciò tu sei libero e puoi andartene a tuo piacere a casa. Ecco che io ti apro la prigione. — Sentendo Carlo questa cosi buona e non sperata nuova, fu ad un tratto pieno di meraviglia gran¬ dissima e d’infinito piacere, ed al capitano domandò chi fosse che pagata avesse la sua pena. Egli rispose noi sapere e meno conoscer chi recata gli aveva la cedula del camerlingo. Era già passata l’ora de l’avemaria e l’aria per la sovravenente notte molto s’imbruniva. Onde Carlo, ringraziato il capitano de la buona compagnia e trattamento che fatto gli aveva e dettogli a Dio, se n’andò verso casa. Quivi trovata la porta fermata per esser di già notte, cominciò a picchiar a l’uscio. Angelica che ancor ne le lagrime si consumava, mandò una fanticella a veder chi a la porta picchiasse. E sentendo che era Carlo suo fratello, si levò e andogli incontra tuttavia lagrimando, e piena di piacere per la liberazione di quello, abbracciandolo non con altra allegrezza ed amore che se da morte a vita fosse re¬ vocato. Erano ancora con Angelica alcune donne sue parenti che venute erano per tenerle compagnia e consolarla in tanto suo cordoglio, le quali veduto Carlo ed abbracciatolo e seco condolute e rallegrate, subito ne diedero nuova ai lor uomini. Onde in poco d’ora fu la casa di Carlo piena dei suoi parenti,