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NOVELLA XLV1J ■ 89 poteva, sempre a la donna come più debole e delicata toccò il ritrovarsi di sotto col suo caro amante in braccio. Né questa notte fu l’ultima ai diletti e piaceri lor amorosi, perciò che mentre l'amante in Verona dimorò, che molti mesi vi stette, sempre che volle, e sovente volte voleva, con la donna a giacersi se n'an¬ dava, seco dandosi il meglior tempo del mondo, ad altro non pen¬ sando che compiacerle e servirla. Ella altresi amando il suo amante più che gli occhi suoi, di quello solamente pensava, tenendosi per molto aventurosa di cosi nobile e caro signore. E cosi lungo tempo senza disturbo nessuno goderono lietamente del loro amore, né mai più intervenne al giovine essendo con la sua donna come la prima notte era intervenuto. Alcuni vo¬ gliono dire che questo caso non al signor Gostantino avvenisse, ma al signor Manuolo suo fratello, giovine anco egli bellissimo e valoroso e capitano dei cavalli leggeri di Massimigliano Ce¬ sare. Ma io da chi lo può sapere intesi pur esser accaduto al signor Gostantino.