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NOVELLA XLVII alzando la destra mano le rispose: — Eccomi, eccomi pronto ad ubidirvi, se cosa grata vi laccio a saltar nel fiume. — Ben sai — disse ella — che cosa che mi sarà di piacere farete. Che tardate voi? Vedi mò che uomo è questo! — Quasi che volesse inferire: — lo so bene che voi non sarete cosi trascurato né pazzo da ca¬ tena che commettiate simil errore. — Ma il fervente amante oltra più non pensando né altra cosa attendendo, dato degli sproni nei fianchi ad un cavai turco che sotto aveva, nel corrente e vorticoso fiume dal ponte il costrinse per viva forza a saltare. È l'Adige molto profondo e rapido e sommamente difficile, anzi pure pericolosissimo, massimamente vicino ai ponti per le rivolte e golfi che fa, da notare, e alora per le precedute piogge era fuor di misura gonfio e superbo. Il perché il cavallo oppresso dal peso de l'uomo e da la gravezza sua tirato al basso, presse coi piedi il fondo e quasi come una palla che in terra percosso avesse, se ne ritornò sovra acqua col giovine sempre in sella. Indi cominciò soffiando contra il corso de l’acqua, secondo che il Boccali il governava, a fender per fianco l'acqua e a poco a poco verso la ripa notando inviarsi. Il giovine che sovra vi se¬ deva, volgendo il capo verso la donna ad alta voce diceva: — Ecco, signora mia, ecco che io son in mezzo a Tacque, ecco che tutto molle e bagnato come mi vedete punto di freddo non sento, e tuttavia diguazzandomi ed inacquandomi ardo più che mai e favilla del mio fuoco punto non si scema; anzi se volete ch’io vi dica il vero, io mi sento di più in più infiammare. —Tutti quelli che sovra il ponte erano, tanto rimasero sbigottiti e si at¬ toniti che da la meraviglia di cosi animoso ed audace cor vinti, stavano come insensati né potevano formar parola. Il giovine che più a la sua cara donna aveva gli occhi che al nòtare del suo cavallo, arrivò a la riva del fiume, ma in luogo che v’era dirimpetto tanto alto il muro che uscir de l'acqua egli non po¬ teva. Onde fu astretto volger il cavallo per ricercar un guado che fuora del fiume il conducesse. E volendo col freno il cavallo girare dandoli di buone speronate, nel voltar che fece, il rapido corso de l’acqua non so in che modo prese le gambe al cavallo e si fieramente lo scosse che, ravvolgendolo impetuosamente