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IL BANDELLO

a l’illustrissimo signor

gianpaolo sforza


Troppo meravigliosi effetti son quelli che ogni giorno si veg- giono nascer per cagione di amore, d’alcuni dei quali l’uomo può talora render la ragione perché cosí avvengano, e molto spesso è la cagione di quelli in tal guisa occulta che l'effetto palese si vede, ma non si penetra perché cosí sia. Ed ancora che io stimi esser bellissima cosa secondo la naturai filosofia l’investigar l’origine de le cose e render la ragione perché questo e quello effetto in tal forma avvenga, e di grandissimo onore giudichi degni quei tali che veramente segretari de la natura si ponno chiamare, nondimeno perciò che uomini siamo e possiamo di leggero errare, sempre m’è spiaciuto cosí porsi in una openione, quando le cose non son chiare, che la contraria parte debba biasimarsi, parendomi esser lecito che ove la ragione non ci sforza, possa ciascuno quella parte tenere che piú gli aggrada. Né per questo se tra dui amici sono pareri diversi, a l'amicizia si fa ingiuria, non rompendo quella la varietá de l'openioni. Non sta adunque male, come ai di passati vidi che voi questionando con il nostro Lucio Scipione Attellano faceste, a dire moderatamente il parer suo, approvando quello che al vero è piú simile e conferendo insieme tutto ciò che addurre si può, lasciando poi a chi ascolta libero il giudicio di quello che è disputato. Questo dico perciò che avendo il signor conte Giulio da San Bonifazio a la presenza vostra e d’altri signori e gentiluomini narrato un meraviglioso accidente di quello che sa far Amore quando vuole, dopo che ciascuno disse I’openion sua — e non ci fu mezzo a conformar gli animi dei questionanti, e Dio sa se al