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NOVELLA XLV 165 forestieri, inchinevolmente le disse: — Madama, voi stamane mi diceste che io vi ritrovassi qualche rima di quelle che compon- cono i nostri italiani, ed io ricercandone ho ora avuto questi pochi versi da messer Filippo dei Nicuoli segretario del signor Andrea Borgo, il quale m’ha promesso farmene aver degli a[tri_ — La reina udito questo, mezzo sorridendo prese la carta e lette le rime, il senso de le quali ella ottimamente apprese, pensò che messer Filippo fosse stato il compositor di quelle e che a posta per lei le avesse fatte. Onde levatosi da l’animo ogni velame di dubitazione, tra sé conchiuse e tenne per certo sé esser quella che messer Filippo ardentemente amasse, e tanto più in questa sua openione si confermò e tennela vera quanto che sotto le rime erano queste poche parole: — A tale e da tale a chi si conviene. — E considerata la grandezza de l’animo del giovine, incolpò la natura che in uomo bassamente nato avesse sparso seme che cosi generoso ed alto core avesse frut¬ tato, e molto il giovine tra sé ne lodò. Indi conferito il tutto con sua cognata la reina Maria, che è savia ed avvenente donna, e sovra questo amore fatti vari discorsi e sempre da più te¬ nendone il giovine, deliberò essa reina Anna, quando onesta¬ mente potesse, dare a messer Filippo di questo suo cosi alto e nobile amore onesto e convenevole guiderdone. E mentre che ella era intenta a ciò aspettando che qualche occasione se le parasse dinanzi, quando vedeva messer Filippo, tutti quei favori e grate accoglienze gli faceva che da valorosa ed onestissima reina debbia ciascun gentiluomo e vero amante che de la ragione s'appaghi aspettare, e tanto più dove fosse tanta diseguaglianza de le parti come qui era. Del che esso messer Filippo viveva il più contento uomo del mondo, né più oltre di quello che aveva osava sperare, continuando la solita vita e pascendosi de l'amata vista. E cosi andò la bisogna che molti cortegiani gli portavano invidia grandissima veggendolo di tal maniera favorir da madama la reina; più oltra però nessuno pensando, ma imaginandosi ciascuno che madama tanti favori gli facesse perciò che egli era giovine vertuoso e scienziato, e quella era per il continovo avvezza agli uomini che per lettere o per altra