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J NOVELLA XLV 161 da cotal alterezza inebriate, le quali si riputerebbero che gran¬ dissima ingiuria fosse loro fatta se altri che ricchissimo e gran gentiluomo si mettesse ad amarle? E nel vero una gran parte de le donne, di quelle parlo che sono d'animo basso e vile e non curano né fama né onore, ma solo l’utile e il diletto, a tale vive che non guarda sé gli amanti sono discreti, co¬ stumati, vertuosi e gentili, ma attende solamente se la borsa è piena e più prezza un poco di bellezza che come un còlto fiore in breve tempo si guasta, che non fa il valore e genero¬ sità de l’animo e l'altre mille belle parò che saranno in uno gentiluomo, le quali di giorno in giorno più s’abbelliscono e diventano di maggior perfezione. Altre poi sono che perdute dietro a qualche giovine che paia lor bello, ancor che sia senza vertú o costumi, amano solamente un pezzo di carne con dui occhi in capo. Né crediate per questo che per l'ordinario gli uomini siano più saggi in questo de le donne. Ben deverebbero essere, per aver più di senno il sesso nostro che il feminile; ma per dire il vero, tutti siamo macchiati d’una pece mercé del guasto mondo. Indi avviene che ai nostri di veggiamo po¬ chi amori che abbiano lunga durata, perciò che come manca l’origine de l’amore, medesimamente manca l’amore; come ces¬ sano i doni, come quel poco fiore de la beltà si secca, più non v’è né conoscenza né amore. Onde avviene bene spesso, quando gli amori non sono fondati se non sovra il godimento di que¬ ste bellezze caduche e di poca stima, che come nebbia ai vento si fanno; avviene, dico, che non solo quel poco ardore che v’era s’intepidisce, ma in tutto s’aggela e sovente l'amore in odio e nemicizia crudele si converte. Ed evvi poi di peggio, che molti i quali vogliono esser creduti e detti gentiluomini per esser nati di antica e nobile schiatta, ma cresciuti senza vertú e privi d’ogni leggiadro e lodato costume, perciò che non sanno né mai appararono che cosa sia gentilezza, si pen¬ sano d’esser gran sabatani quando in cerchio d'animali a loro simili si metteno la giornea e dicono: — Io ebbi la tal donna e la tale, e cotale è amica del mio compagno, — di maniera che molto spesso levano la fama a questa ed a quella. E nondimeno M. Bandello, Novelle. 11