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NOVELLA XLV 155 quanto egli detto ci aveva, si come la cosa richiedeva, essendoci infinitamente di tal accidente meravigliati e parendoci più to¬ sto sognare eh'esser ove eravamo, ci guardammo buona pezza l'un l’altro in viso senza motto alcuno dire. Raccolta poi la lena che per l’estrema ammirazione era smarrita, messer Giro¬ lamo e io con evidentissime ragioni ci sforzammo persuader¬ gli che da questo suo folle pensiero rappellasse l’animo e al¬ trove lo rivolgesse, mostrando lui l’impossibilità de l’impresa ed il grandissimo pericolo che ne poteva seguire. Ma noi can¬ tavamo a’ sordi, perciò ch’egli non voleva e diceva non poter ritirarsi da questo amore, avvenissene mò ciò che si volesse. Né alora solamente con agre riprensioni di tal alterezza lo ri¬ prendemmo e sgridammo, ma molte altre volte che insieme ci trovammo ne gli facemmo gran romore per far che conoscesse il suo manifesto errore. Ma il tutto era opera gettata via, di maniera che il Borgo ed io pigliammo per espediente non par¬ largli più di tal materia, ma star a veder ciò che ne seguirebbe. Perseverando adunque messer Filippo nel suo fiero proponi¬ mento e di continovo presentandosi a la chiesa quando sapeva che le reine v’erano, avvenne che elle s’accorsero de i’amor di lui, perciò che avendo più volte messo mente tutte due al modo ch’egli teneva, agli atti, al frequentar del luogo, al veder che sempre dirimpetto a loro si poneva e gli occhi da dosso a loro mai non levava, giudicarono ch’egli senza dubio d’una di lor due o almeno di qualche damigella quivi entro fosse innamorato. E di questo le due reine insieme ne tennero ragio¬ namento: al vero perciò non s’apposero già mai. Nacque non¬ dimeno nei cori loro un desiderio di chiarir questa cosa, ed aspettavano che qualche occasione a la giornata accadesse che levasse loro questo dubio di mente. Fra questo mezzo messer Filippo cercando con la vista dei begli occhi de la sua donna scemare il fuoco che miseramente le midolle e l’ossa gli ardeva, ove a le sue passioni qualche compenso o refrigerio cercava, quelle d’ora in ora sentiva farsi maggiori. E certo tutti quelli che ardentissimamente amano, vengono pur a questo passo, che altro mai far non vorrebbero che vedere le donne che amano,