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NOVELLA XLIV 139 Onde tanta turba di figliuoli bastardi gli nacque che averebbe fatto di loro un essercito. E per questo su il Ferrarese ancora si costuma di dire : — Dietro al fiume del Po trecento figliuoli del marchese Niccolò hanno tirata l’altana de le navi. — 11 pri¬ mo dei figliuoli bastardi fu Leonello, che d’ una giovane bellis¬ sima che Stella era nomata nacque, e questo successe al padre ne la signoria de la città di Ferrara. Il secondo fu il famoso Borso, generato in una gentildonna senese de la nobile ed antica casa dei Tolomei, il quale di marchese fu da Paolo secondo sommo pon¬ tefice creato duca di Ferrara e da Federico d’Austria imperadore fatto duca di Modena e di Reggio. Ma che vo io ad un ad uno an¬ noverando i figliuoli che da le sue innamorate il marchese Niccolò ebbe, essendo stati tanti che buona pezza mi bisognarebbe a rac¬ contargli non dico tutti, ché non si sanno, ma parlo di quelli che suoi figliuoli furono tenuti, dei quali io una decina ho veduti in Ferrara quando era fanciulla? Lasciando adunque costoro, vi dico che il marchese Niccolò deliberò un'altra fiata maritarsi. Ed avendone in Italia e fuori alcune per le mani, si risolse pren¬ der per moglie una figliuola del signor Carlo Malatesta, alora potentissimo signore di molte città ne la Marca e ne la Romagna e tra italiani stimato gran capitano de l’arte militare. Era la sposa fanciulletta, perché non passava ancor quindeci anni, bella e vezzosa molto. Venne a Ferrara accompagnata onoratissima¬ mente da marchegiani e romagnoli e fu dal marchese Niccolò molto pomposamente ricevuta. Ella non stette troppo col mar¬ chese che s’avvide come egli era il gallo di Ferrara, di modo che ella ne perdeva assai. Ed in effetto il marchese era il più feminil uomo che a quei tempi si ritrovasse, che quante donne vedeva tante ne voleva. Non si seppe perciò che ad alcuna da lui fosse fatta violenza già mai. Ora veggendo la marchesana che '1 suo consorte era di cotal natura che per logorar quello di fuori risparmiava il suo, deliberò anch’ella non star con le mani a cintola e consumar la sua giovanezza indarno. Onde conside¬ rati i modi e costumi degli uomini di corte, le vennero per mala sorte gettati gli occhi a dosso al suo figliastro il conte Ugo, il quale nel vero era bellissimo e di leggiadri costumi ornato.