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IL BANDELLO

al molto magnifico e vertuoso signore

il signor conte

baldassare castiglione


Venne non è molto in Milano la gentilissima signora Bianca da Este, giá consorte del signor Amerigo Sanseverino, la quale per alcune sue liti vi dimorò molti giorni. Ella fu molto onoratamente da diversi gentiluomini milanesi accarezzata e festeggiata con sontuosi banchetti, musiche ed altri onesti inter- tenimenti. E tra gli altri che magnificamente l'onorarono ne fu uno il graziosissimo avvocato che la sua lite aveva ne le mani, messer Benedetto Tonso. Vi fu poi il signor Lucio Scipione Attellano, persona come sapete cortesissima e vertuosa, il quale con un desinare ed una cena luculliana liberalissimamente l'onorò, avendo alcune nobilissime donne ed onorati gentiluomini invitato. Era la stagione di luglio, nel tempo che i giorni canicolari sogliono esser alquanto fastidiosi. Si recitò una farsa non giá molto lunga, ma ben sommamente dilettevole, la quale buona pezza tenne la gioiosa compagnia in grandissimo piacere. Si ballò e si fecero di molti piacevoli giuochi, ed essendo circa il mezzogiorno era un ardentissimo aere. Ed ancor che si fosse in una sala terrena che le finestre aveva verso levante ed era assai fresca, tuttavia si lasciò di ballare e si cominciò da la lieta brigata ad entrar in diversi ragionamenti. La signora Camilla Scarampa, che un’altra Saffo a’ nostri tempi si può con veritá chiamare, disse a tutti che non sarebbe stato fuor di proposito che quell’ora si calda e fastidiosa si dispensasse in piacevoli ragionamenti. Il che da tutti lodato, cominciò essa signora Camilla e narrò una novelletta assai dilettevole, dopo la quale alcune altre ne furono da donne e da uomini recitate. Ultimamente la signora Bianca ne recitò una che a me parve per gli