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124 PARTE PRIMA qualche altra parte del corpo che per onestà mi taccio gli recise e quasi per ogni membro de l’infelicissimo cavaliero ebbe i suoi taglienti ferri adoperati, al core si rivolse. Era il povero giovine per le ricevute ferite più morto che vivo e fieramente si con¬ torceva, ma nulla gli giovava. Elle l’avevano si fattamente le¬ gato che indarno si scoteva. Orrendo spettacolo certamente era a veder un uomo ad un travicello legato con le membra fie¬ ramente lacerate non si poter aiutare né domandar mercé. Ora essendo Violante più tosto stracca che sazia de la crudel ven¬ detta che del falso marito pigliava, a lui il quale non so se po¬ teva intendere disse: — Didaco, io ho preso di te quella ven¬ detta che ho potuto, non quella che tu meritavi, ché il tuo fallo deveva negli occhi di tutto il popolo esser con l’ardenti fiamme purgato. Tu ti potrai almeno gloriare che per mano d’una donna che amasti, ed ella te senza fine amava, sei morto. Il che di me non avverrà, ché quando si potesse fare, io volentieri per le tue mani morrei. Ma poi che esser non può, Iddio farà di me ciò che più gli parrà espediente. Io non ti vo’ più tormentare. — Questo dicendo, due e tre volte il sanguinolente coltello in mezzo il core fin al manico gli piantò, e il misero giovine a queste ul¬ time percosse quanto poteva distendendosi, di subito mori. Come elle il conobbero di questa vita passato, il sangue sparso per la camera asciugarono e slegato il corpo morto, quello in un gran cestone con le tronche membra collocarono e d’un pannolino copersero, riponendolo sotto il letto. Fatto questo, Violante a la schiava rivolta disse: — Giannica — tal era de la serva il nome, — io non ti potrei mai ringraziare a bastanza de l’aita che data m’hai a far questa mia si desiderata vendetta, la quale senza te impossibile era che io potessi prendere. Ora che io ho sodisfatto al mio immenso desiderio, restami solamente provedere a la tua salvezza, a ciò dopo me resti chi possa di qual maniera io mi sia vendicata al mondo far manifesto. Pertanto io vorrei che tu ti partissi e trovassi modo di passar in Affrica, che assai fa¬ cile ti sarà, perciò che io ti darò tanti danari che comodamente andar vi potrai e per sempre ricordarti di me. Io ho qui — ed apersele uno coffanetto — tanti danari, oro battuto e gioie, che