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IL BANDELLO

a l’illustre signora

la signora

camilla bentivoglia e gonzaga

salute


Io credo che siano pochi giorni ne l'anno nei quali gli uomini non facciano qualche beffa a le donne e che altresí le donne non ingannino gli uomini, e parmi che la cosa stia bene quando quale dá l’asino ne la parete tal riceve. È ben vero che il piú de le volte gli uomini fanno de le vendette che a le donne non è cosí lecito fare, non per altro se non che l’uomo si prende piú di libertá e cerca sempre tener la donna soggetta che per compagna da Dio gli è data. Onde un di questi giorni a Diporto, ove madama illustrissima di Mantova, come sapete, suole tutta la state diportarsi per l’aria ch’assai temperata gli spira e per la comoditá de le sue belle ed agiate stanze che ella ci ha fatto, di questa materia ragionandosi e vari casi dicendosi, la gentil e discreta madrona madonna Leonora Buonavicina e Malchiavella verso madama rivolta disse: — Egli mi pare, madama, che tutto il di questi uomini si prendano piacere d’ingannare le semplici donne, e come l’hanno fatta qualche truffa non cessano mai fin che a tutto il mondo narrata non l’hanno, parendo loro di trionfare. E se talora per sorte vien loro da donna qualche beffa fatta, maravigliosamente s’attristano e con tutte le forze s’ingegnano di vendicarsi. Dove, pur che la vendetta non sovramontasse l’offesa, si potrebbe passare; ma eglino di picciola vendetta non si contentano, come infinite volte s’è veduto. Perciò non si deveno meravigliare se talvolta le donne gli rendono a doppio la pariglia, come ho inteso per lettere del nostro dotto e vertuoso messer Carlo Agnello, che da Napoli questi di mi scrisse esser in Ispagna accaduto. — E cosí la