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novella xxvii 361

quivi e nodriva con gran cura. La fanciulla si chiamava da tutti Ginevra la bionda, perciò che aveva i suoi capelli in modo biondi che parevano fila d’oro ben brunito e terso. Erano, forse mezza giornata presso al luogo dove Ginevra la bionda abitava, alcune castella d'un cavalier giovine, che era anch’egli senza padre, e la madre l’aveva lungo tempo fatto dimorar a Barcellona a ciò che imparasse lettere, e insieme con le lettere i buoni e civili costumi con creanza di gentiluomo. Egli era divenuto costumato e molto gentile e, oltra le lettere, s'era dato a l’arme, di modo che tra i cavalieri giovini di Barcellona pochi ce n’erano suoi pari. Ed avendo i barcellonesi ordinata una giostra per onorar il re Filippo d’Austria, che per la Francia passò in Catalogna per andare a prendere il possesso di quei suoi regni in Spagna, fecero scielta d’alcuni giovini, tra i quali fu eletto per uno dei principali don Diego, del qual parliamo. Il perché mandò a la madre che gli provedesse di quanto era bisogno a la giostra a ciò che potesse onoratamente, come era cosa ragionevole, in tal festa mostrarsi. La madre, che era donna saggia e che il figliuolo amava a par degli occhi suoi, gli mandò danari in abbondanza e servidori onorevoli, scrivendogli che non risparmiasse cosa alcuna pur che si facesse onore. Egli poi si provide di arme e di cavalli a proposito, e ogni di sotto la cura d'un ottimo giostratore si essercitava. Venne il re Filippo e fu dai barcellonesi onoratamente ricevuto, e fattoli tutte le dimostrazioni che a quella città erano possibili, perciò che egli era genero di Ferrando re catolico, che alora per la morte de la reina Isabella era navigato verso il regno di Napoli, e morendo esso re catolico Filippo d’Austria ereditava il tutto. La giostra si fece, ne la quale non giostrò se non giovini nobilissimi che mai più non avevano portato arme. De la giostra, che fu molto bella, don Diego ebbe l’onore. Onde il re Filippo, che il vedeva giovine di dicenove anni, lo fece cavaliere e a la presenza di tutta la città molto lo commendò, essortandolo a perseverar di bene in meglio. Partito il re Filippo per andar in Castiglia, don Diego che desiderava veder la madre che lungo tempo veduta non aveva, dato ordine a quanto era in Barcellona, di quella si parti e andò a le sue castella. Quivi da