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novella xxvi 351

non manifestasse la cosa com’era, un di parlando con la duchessa le disse: — Voi sapete, signora mia, il sospetto che i signori vostri fratelli hanno di questo vostro secondo parto e l’estrema diligenza che usano per venirne a cognizion perfetta. Io dubito assai che non abbiano qualche indizio di me e che un giorno non mi facciano uccidere. Voi meglio di me conoscete la natura loro e sapete com’un di loro sa menar le mani. E perché penso che contra voi mai non incrudelirebbero, tengo per fermo che, come mi avessero fatto ammazzare, che altro non saria. Però io ho deliberato andarmene a Napoli, e dato ivi ordine a le cose mie ridurmi in Ancona, ove averò il modo che le mie entrate mi saranno mandate. Io ci starò fin che si veggia che questo sospetto esca di capo ai signori vostri fratelli. Il tempo sarà poi quello che ci consiglierà. — Le parole tra lor dui furono assai. A la fine egli con grandissimo dolor de la moglie parti e, come aveva determinato, ordinate le cose sue e la cura di quelle data a un suo cugino germano, in Ancona si ridusse, ove condotta una onorevol casa con onesta famiglia se ne viveva. Egli aveva seco condotti il figliuolo e la figliuola e quelli faceva con gran diligenza nodrire. La duchessa, che era la terza volta rimasta gravida e non poteva soffrire di viver senza il suo caro marito, se ne stava tanto di mala voglia che ella ne era per impazzire. E poi che più e più volte ebbe pensato ai casi suoi, dubitando che se questo terzo parto fosse venuto a luce, che i fratelli non l’avessero fatto un male scherzo, deliberò più tosto, andando a ritrovar il marito, con lui viver privata gentildonna, che senza quello rimaner con titolo di duchessa. Ci saranno poi di quelli che diranno che amore non sia potentissimo. Che amore non sia di estrema possanza, chi sarà che voglia dire? Veramente le sue forze sono assai più maggiori di quello che noi possiamo imaginarci. Non si vede egli che tutto il di amore fa certi effetti i più rari e mirabili del mondo e che vince il tutto? Però si suol dire che non si può amar a misura. Ché quando amor vuole, egli fa i regi, i prencipi e gli uomini nobilissimi di vilissime femine divenir non amatori, ma schiavi. Or torniamo a l’istoria nostra e non stiamo a disputare. Poi che la duchessa