Apri il menu principale

— 4 —

monarchico, costituzionale ed aristocratico in Inghilterra, monarchico, assolutista, nobile, militarista e burocratico in tutto il resto del continente Europeo, eccezione fatta di due piccole repubbliche: Svizzera e Paesi Bassi.

Lasciamo da parte queste repubbliche, ed occupiamoci delle monarchie. Esaminiamo i rapporti fra le varie classi, e la loro situazione sociale e politica dopo la Riforma.

E poiché vanno resi al più potente gli onori più grandi, convinciamo con la classe dei preti; e con questa parola intendo i preti della Chiesa cattolica, i ministri protestanti, e in breve, tutti quelli che vivono col culto divino, e ci vendono il buon dio all’ingrosso ed al minuto. In quanto alle differenze teologiche che li distinguono, esse sono così astruse e tanto assurde che sarebbe un perder tempo occuparsene.

Prima che avvenisse la Riforma, la Chiesa e i preti, col papa in testa, erano i veri padroni del mondo. Infatti, secondo le dottrine della Chiesa, le autorità temporali di tutti i paesi, i monarca più potenti, gli imperatori ed i re, in tanto avevano dei diritti in quanto questi erano loro riconosciuti dalla Chiesa. Si sa che gli ultimi due secoli del medio-evo furono di lotta continua, sempre più appassionata e trionfante, dei sovrani coronati contro il papa, degli Stati contro la Chiesa. La Riforma mise fine alla lotta proclamando l’indipendenza dello Stato di fronte alla Chiesa. E venne riconosciuto che il diritto sovrano derivava direttamente da dio, senza il tramite di nessun papa e di nessun prete; e in forza di una simile origine essenzialmente divina, è naturale che tale diritto sia stato dichiarato anche assoluto. Così sulla rovina del despotismo della Chiesa, fu costruito il despotismo monarchico. La Chiesa da padrona diventò ancella dello Stato, strumento di governo nelle mani del monarca.

La Chiesa prese questo aspetto non solo nei paesi protestanti, Inghilterra compresa, nei quali e specialmente