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fantasmi, aborti ridicoli, caricature soltanto degli eroi del secolo scorso. I Giacobini del 1793 erano grandi uomini; essi avevano il fuoco sacro, il culto della giustizia, della libertà e dell’uguaglianza. E non fu loro la colpa se non capirono meglio le parole che oggi ancora riassumono tutte le nostre aspirazioni. Essi considerarono solo il loro aspetto politico e non purtroppo il senso economico e sociale. Ma ripeto che non fu loro la colpa, come non è oggi nostro il merito, se le comprendiamo meglio quelle parole. L’umanità progredisce lentamente, troppo lentamente, purtroppo! e solo attraverso una serie di errori e di colpe e di esperienze crudeli che ne sono conseguenza necessaria, gli uomini arrivano alla verità. I Giacobini del 1793 furono uomini in buona fede, uomini che un’idea inspirò, e che a quella idea si consacrarono. Essi furono eroi! Che se non lo fossero stati non avrebbero compiuto le grandi gesta della Rivoluzione. Noi possiamo e dobbiamo combattere gli errori teorici dei Danton, dei Robespierre, dei Saint-Just; ma anche combattendo le loro idee errate, ristrette, esclusivamente borghesi in economia sociale, noi dobbiamo inchinarci davanti alla loro potenza rivoluzionaria. Essi furono gli ultimi eroi della classe borghese che un tempo fu tanto feconda in eroi.

Estranea a questa eroica minoranza, vi era poi la grande massa della borghesia, sfruttatrice materiale, per la quale le idee e i grandi principi della Rivoluzione erano solo parole, che in tanto avevano valore e significato, in quanto potevano servire ai borghesi per riempire le loro saccocce così larghe e tanto rispettabili. Quando poi i più ricchi e perciò i più influenti tra loro, ebbero riempito a sufficienza le loro tasche, in nome della Rivoluzione e servendosi della Rivoluzione, essi trovarono che la Rivoluzione aveva durato fin troppo, e che era tempo di finirla per ristabilire il regno della legge e dell’ordine pubblico. Essi abbatterono il comitato di salute pubblica,