Apri il menu principale

— 27 —



Terza ed ultima Conferenza


Cari compagni,

Vi ho spiegato la volta passata, come la borghesia, senza averne essa stessa una coscienza precisa, salvo una parte, forse un quarto, che lo sapeva, si sia servita del braccio potente del popolo durante la grande Rivoluzione del 1789-1793, per fondare sulle rovine del mondo feudale la sua potenza. Da allora è diventata la classe dominante. E si ha torto quando si crede che sia stata la nobiltà emigrata ed i preti a fare il colpo di Stato reazionario del termidoro, che rovesciò e uccise Robespierre e Saint-Just, e ghigliottinò e deportò una quantità di loro partigiani. Senza alcun dubbio molti dei membri di questi due ordini decaduti presero parte attiva all’intrigo, contenti di vedere cadere coloro che li avevano fatti tremare, tagliando teste senza pietà. Ma da soli non avrebbero potuto fare niente. Spossessati dei loro beni, erano stati ridotti all’impotenza. Ma fu quella parte della borghesia che si era arricchita acquistando i beni nazionali, o con le forniture di guerra, o maneggiando fondi pubblici, e approfittando delle calamità pubbliche ed anche della bancarotta per riempire le saccocce, furono loro, questi virtuosissimi rappresentanti della moralità e dell’ordine pubblico furono loro i principali istigatori di questa reazione. Essi furono caldeggiati e potentemente appoggiati dalla massa dei bottegai; razza che sarà sempre malefica e vile; che inganna e avvelena il popolo ven-