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E fino a quando non ci sarà l’eguaglianza economica e sociale, fino a quando una minoranza qualsiasi sarà in grado di diventare ricca, proprietaria, capitalista, non col lavoro proprio di ognuno, ma per eredità, l’eguaglianza politica sarà solo una menzogna. Sapete quale è la definizione più vera della proprietà ereditaria? Essa è il diritto ereditario di sfruttare il lavoro collettivo del popolo e di asservire le masse.

Ecco ciò che non avevano compreso gli eroi maggiori della Rivoluzione del 1793: Danton, Robespierre, Saint-Just. Essi volevano la libertà e l’eguaglianza politica, non quella economica e sociale. Ed è per questo che la libertà e l’eguaglianza instaurate per mezzo loro hanno costituito e poggiato su basi nuove il dominio dei borghesi sul popolo.

Essi han creduto di mascherare una tale contraddizione, aggiungendo come terza parola nella loro formula rivoluzionaria la Fratellanza. Fu ancora una volta una menzogna! Io lo domando a voi, se può essere mai possibile la fratellanza tra sfruttati e sfruttatori, tra oppressi ed oppressori! Come! Potrei farvi mandare a soffrire durante tutto un lungo giorno, e la sera dopo aver raccolto il frutto delle vostre sofferenze e del vostro sudore, lasciandovi solo quel tanto che può bastarvi per vivere, e cioè per poter di nuovo sudare e soffrire a vantaggio mio domani, — la sera, potrei dirvi: abbracciamoci, siamo tutti fratelli!

È proprio questa la fratellanza della rivoluzione borghese.

Noi pure, anche noi, vogliamo la Libertà, l’Eguaglianza, la Fratellanza. Noi vogliamo che esse cessino di essere solo finzione e menzogna per diventare invece la verità, per costituire invece la realtà!

Questo è il significato e lo scopo di quella che chiamiamo la Rivoluzione sociale.