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93 — XI, Sono rubato! Trascorse alcun tempo, durante il quale ebbi a patire mille persecuzioni dal micio, che non lasciava sfuggire nessuna occasione per darmi addosso e per tormentarmi. Fortuna che il canino per lo più prendeva le mie difese; ma che cosa succedeva? Spesso spesso, l’uno per cattiveria e l’altro per troppo zelo, mi tiravano di qua e di là, e restavo indolenzito per parecchio tempo; quando potevo, procuravo di star vicino alla signora o al signorino, ma anch’ essi avevano da sbri¬ gar le loro faccende; o andavan fuori, o ricevevano visite, o lavoravano ; e in que’casi, capirete bene, la presenza del povero pulcino sarebbe stata inoppor¬ tuna. Ohe cosa facevo allora? Mi rifugiavo in qualche cantuccio solitario, o me la passeggiavo nel giardino (lontano dalle vasche, s’intende) in balìa de’miei tristi pensieri. Di vitto stavo benone, grazie alle premure di Al¬ berto, il quale, per dire il vero, non mi trascurò un sol momento, e mantenne scrupolosamente le pro¬ messe fatte alla mia povera padroncina. Intanto avevo cessato d’esser pulcino ; chè i miei tre mesi gli avevo passati d’un pezzetto, e m’ero fatto grandicello, svelto e pieno di disinvoltura. C’era anche un’altra novità. Non ero più solo. —