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no. — 90 — Ma quella buona donna (guardate alle volte come le persone si giudicano male!) messe brava¬ mente il suo braccio nell’acqua, e mi tirò su tutto grondante. Nè qui ebbero fine le cure della pietosa creatura, chò portatomi in cucina e fatto subito scaldare un asciugamano, in quello avvolse il mio corpicino inti¬ rizzito, e dopo avermi per forza fatto ingoiare alcune gocce di brodo tiepido, mi portò glorioso e trion¬ fante in un bel salottino dove stavano desinando i miei padroni. Raccontò in brevi parole il caso compassionevole, e dopo aver ricevuto modestamente i ringraziamenti de’due fanciulli, mi posò in terra, e fatto un bell’in¬ chino uscì dalla stanza. Alberto e Guido avrebbero desiderato di scender subito da tavola per venir a baloccarsi con me; ma il signor Angelo non lo permise, e disse che i bambini bene educati rimangono a tavola, finché il desinare non è finito, e finché i genitori non danno loro il permesso di alzarsi. Se avessi potuto, avrei dato volentieri un bacio al sor Angelo ; me ne stavo tanto bene lì fermo ! Intanto la signora Clotilde, dalle parole del ma¬ rito prendeva occasione per dare a’due bambini, e segnatamente ad Alberto, i più utili avvertimenti sul modo di stare a tavola e di mangiare. Siccome le parole della buona signora mi rima¬ sero impresse, credo bene di dir vele, o bambini miei ; e se qualcuno di voi, dopo averle lette, diventasse un po’più a modo e composto, mi parrebbe di aver fatto una gran bella cosa. — 91 —