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82 — di uccellini più piccini di lei, e lo scaglia contro il tiranno notturno il quale è costretto a batter subito la ritirata, o a morir fulminato da mille colpi. — Mamma, — interruppe allora Alberto — è vero che quando la civetta viene a cantar sul tetto è segno cbe qualcuno di casa anche se gode perfettissima salute, deve morire di giorno in giorno? — Ma ti pare, bambino mio? Queste cose non le devi neppur domandare; ti fanno torto; sono le per¬ sone ignoranti e superstiziose che credono a queste grullerie. Povere civette! Come vuoi che facciano a indovinare se un tale che mangia e beve allegra¬ mente, morirà fra tre giorni per aver ruzzolata la scala? Sarebbe curiosa. — Dicono però che le civette e con esse altri ani¬ mali di rapina, sentono il puzzo della carne che va corrompendosi, e però.... — Sarà; ma tu hai troppo sennino per non ca¬ pire alla prima, che se il corpo d’un povero diavolo si dissolve, non c’è bisogno della signora civetta perchè quelli di casa, il medico ed anche lo stesso ammalato lo sappiano; il dottore, m’immagino, non si lascerà prevenire da quell’uccello.... ce ne ande- rebbe del suo decoro. Per dirla in una parola, la civetta potrà confer¬ mare con la triste sua vista un fatto già noto; ma portare il malaugurio, eh via! Torniamo alla cincia. Quelli che si occupano di storia naturale l’hanno soprannominata «il moto perpetuo » perchè non c’è caso che stia due minuti ferma; dalla mattina alla sera va e viene continuamente su’ rami degli alberi in cerca di cibo, e quando questo si fa un po’ desi- - 83 —