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lberto, — disse la mamma ; — Guido è venuto a star qualche tempo con noi ; ma però non desidero che passiate tutto il giorno a fare i balocchi o a dir delle sciocchezze; avrei caro che vi metteste a legger qualche libro istruttivo, oppure a studiare un po¬ chino; così le ore vi parranno meno lunghe e ripren¬ derete con più piacere i trastulli e i giuochi; dico bene ? — Alberto rispose con un sorriso un tantino sforzato; ma Guido, accarezzando le mani della signora, disse: — Lei ha mille ragioni, cara signora Clotilde; ma che vuole? Alberto ed io ci annoieremo a studiar soli; senta; lei che è così buona e garbata, non potrebbe star con noi, qui, a questo bel solicino, e raccontarci qualche cosa di bello? Vede? Il mio maestro mi ha dato da fare, per le prossime va¬ canze, una specie di studio sopra alcuni di questi graziosi abitatori dell’ aria (e indicò gli ' uccelletti) ; devo parlar delle loro abitudini, de’loro istinti e di molte altre. particolarità ; questa lezione, a dirgliela schietta, mi pare un po’ difficile; e per quanto le mie sorelline maggiori abbian messo a mia disposi¬ zione tutti i loro libri, prevedo che non ne uscirò con onore. Vuol farmi un piacere? Mi racconti qual¬ cosa in proposito; scommetto che imparerò cento Volte più da lei, che è tanto istruita, che da tutti i libri di questo mondo.... — Ah Guido, Guido! Queste cose non si dicono.... — Eppoi, ora che me ne ricordo, il signor Mae¬ stro ci ha proibito di guardarli, i libri; avrà paura che si copj; dunque mi vuol contentare, signora Clotild