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a lui, prima una bella cucinona carica d’ogni ben d’Iddio, e poi certe stanze col tappeto in terra e tutte scintillanti di dorature.

Ohe differenza dall’umile casa della Marietta a quella del signor Alberto! E come ci si doveva star


bene in quel bel palazzo e in mezzo a tante delizie! Il lettore ne giudicherà.

Arriviamo nell’orto, ma non somigliava punto a quelli che avevo visto fino allora; forse, chi sa, non sarà stato neppure un orto; seppi più tardi che quel piccolo paradiso lo chiamavano giardino.

Non c’erano alberi fruttiferi, nè viti, nè grani; non era partito ne’soliti quadrati, ove per lo più i contadini soglion metter carciofi, baccelli, le insalali, i cavoli e le altre erbette odorose, come sarebbero il prezzemolo, il sedano, il popolino e la menta.