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- \ — 69 — tevo; mi si era formato alla gola come una specie di nodo. Oh, per dir la verità-, la mia vita di signo¬ rino era cominciata proprio bene! Come si fa a buttare sulla nuda terra un povero pulcino forestiero, senza dargli nulla, neanche una cannuccia per appollaiarsi? Sconta laggiù a casa! Oh mia povera mamma, oh pietosa Mar ietta! In tutta quella notte, che mi parve eterna, non potei quasi chiuder occhio, e'se mi veniva fatto di ap¬ pisolarmi un pochino, sognavo subito gatti e spiedi. Al villaggio questa cosa non m’era successa mai ; dormivo tutta la notte come un ghiro, e la mamma soleva dire per ischerzo che neanche una fucilata m’avrebbe destato. In città dunque non si dorme in pace come in campagna? Oh poveretto mel IX. Vita nuova. Venne il mattino; ma un allegro raggio di sole non penetrò fra le fessure della mia prigione; gli uccellini non gorgheggiarono lieti a salutare il nuovo albore, e l’esule pulcino aspettò vanamente l’allegro coccodè della sua mamma. Ahimè, che tristo svegliarsi fu quello ! Nello stan- - zino dove mi avevano confinato faceva a stento ca¬ polino dalla finestruccia socchiusa un fil di luce; e, per colmo di sventura, ebbi un bel girar qua e là gli sguardi smaniatiti in cerca di cibo: non mi riuscì di 6 — Baccini, Memorie d'un Pulcino, ecc. — 7