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a quel — 67 — modo, mi consegnò ad Alberto, il quale, chiestone prima il permesso a’ genitori, mi pose sul sedile della carrozza, accanto a sè. Dopo pochi minuti il legno partì velocemente. S’immaginino i miei lettori com’io dovessi stare e quali pensieri mi mulinassero pel cervello ! Non appena lasciata la casuccia natale, già avevo perduto il più caro, il più prezioso de’beni: la libertà! Invano mi provavo ad allungar ben bene il collo e a ficcare il capino attraverso le stecche della gab¬ bia per salutare un’ultima volta i cari luoghi ov’ero nato e cresciuto, ma ahimè! la carrozza correva via —