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, e — 59 — spesso spesso si riunivano tutti insieme, quando a fare una bella merenda, quando a cenare allegra¬ mente. Seppi che Albertino, per ordine de’suoi ge¬ nitori, aveva regalato alla Marietta un bel vestitino di mussolina in lana e uno scialletto veramente gra¬ zioso. Quei doni però furono la mia disgrazia; state a sentire il perchè. Alcuni giórni avanti la partenza, i due fanciulli stavano passeggiando con la massaia per la viottola del podere, e la Marietta diceva al signorino: — Alberto mio, lei si è incomodato troppo, non so davvero come contraccambiare le sue garbatezze. Almeno avessi qualcosa che potesse piacerle! Glie l’offrirei tanto volentieri! — Davvero, — soggiungeva la Tonia — mi sa proprio male d’esser così poverella e di non tro¬ varmi perciò nella possibilità di farle un regalino adattato alla sua condizione. — Alberto stette due minuti zitto ; e poi sorridendo e dandomi nn’occhiata, della quale non penai di molto a raccapezzare il significato, disse con una vocina tutta miele: — Eh per quello, siete più ricche di quel che cre¬ dete, la Marietta specialmente! Ha un tesoro che le invidio, ma che peraltro non avrei mai cuore di chie¬ derle.... — Signorino mio, — rispose cortesemente la mas¬ saia — ciò che appartiene alla mia bambina è suo.... — Sicuramente; — soggiunse la Maria — vorrei vedere anche questa, che il signor Albertino facesse i complimenti con noi ! Si spicci, via, a dirmi il nome di questo famoso tesoro. — 60 — — Indovina.