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¬ tenta 1 — 49 — — Oh faccia pure, — rispose cortesemente la Ma¬ netta; e rivolgendosi a me: — Sarà il male di dormire un po’ più domattina. — Eisposi con un sommesso «pio » e mi rassegnai con tanta più facilità, in quanto che pensai che male in quel posticino non ci sarei stato, e che se il fatto narrato dal signorino m’avesse annoiato punto pun¬ to, avrei potuto schiacciar qualche bravo sonnellino anche lì. Scendemmo e trovammo infatti tutta la brigata riunita intorno al focolare. — Avete fatto il chiasso, eh mori eliucci? — disse la signora Clotilde, ravviando i capelli un po’ arruffati del suo bambino, e baciando in fronte la Manetta. — Oh no, signora, — rispose quest’ ultima — siamo stati sulla terrazza a veder tramontare il sole; il signor Alberto mi ha raccontato tante belle cose intorno al suo viaggio in Ispagna. Mi ha parlato spe¬ cialmente d’una gran città che ha un certo nome.... — Madrid — suggerì il signor Angelo. — Precisamente. — Scommetto io, — esclamò alla sua volta la si¬ gnora Clotilde — che non ti ha detto nulla del com¬ battimento de’ galli, il quale ha luogo in codesta città ! — Oh mamma, — interruppe Alberto arrossendo, perchè mi vuol mortificare? — Io? tutt’altro, figlio mio, il combattimento de’ galli è uno spettacolo al quale non avevo piacere che tu assistessi, e ne sài il perchè; tu però, da quel piccosetto che sei, ci volesti andare in tutti i modi. Come andò a finire? — Non me lo rammenti per carità, mamma.... — 50 — ■—