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ci pativa — 48 — a vedermi lì, tutto tremante di freddo; me ne avve¬ devo dalle occhiate compassionevoli che mi dava alla sfuggita ogni tanto; ma non s’arrischiava a fare al¬ cuna osservazione in proposito. Soltanto dopo una mezz’oretta buona, disse ti¬ midamente : — Signor Albertino, gli è buio; faremo meglio a scender giù in cucina, dove si saranno riuniti i no¬ stri genitori; intanto metteremo a letto il pulcino. — Scendiamo pure; — rispose prontamente Al¬ berto — ti racconterò qualche bel fatto: ma il pulcino deve star con me dell’altro; — e siccome vide che la mia padroncina faceva il muso un po’ lungo, si af¬ frettò a soggiungere: — Hai paura che gli faccia freddo! Guarda, lo rinvolto per benino nel grembiule e gli lascio fuori solamente la testa perchè possa respirare. Sei con