Pagina:Baccini - Memorie di un pulcino, Bemporad & Figlio, Firenze, 1918.djvu/51


cat¬ — 45 — tivo; ora però mi pento con tutto il cuore, e ti chiedo perdono del male che io ti ho fatto, mi perdoni dun¬ que? Posso morire in pace? — Per carità, gallettino mio, — risposi singhioz¬ zando — non mi far codesti discorsi; non ci pensar più a quelle cose: anch’io ho mancato, sai? piuttosto, mi raccomando, cerca di scappare, chè se fanno tanto d’acchiapparti, sei bell’ e spacciato. — Il galletto non restò persuaso dalle mie parole, e mosso semplicemente dal desiderio di compiacermi, mi dette un ultimo saluto e si dispose a fuggire. Ahimè ! non fu a tempo. La ruvida mano di Giam¬ paolo lo raggiunse. Io nascosi precipitosamente il capino nell’ala, per non vedere, per non sentire. — 46 —