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zo e non sarà — 41 — difficile che tirino anche il collo a qualcuno di casa, di casa nostra s’intende. Ma perchè cominci a tre¬ mare, gmllerello? Te non ti ammazzano di certo; sei troppo piccino e per conseguenza troppo sci¬ pito ; me neppure, perchè mi vogliono piuttosto bene ; eppoi io sono la più vecchia, fo l’uova e nou e’ è caso che ne _ abbia mai bevuto uno. Sai chi am¬ mazzeranno! La Mimi, qiiella gallinetta bianca e nera che il signor Giampaolo portò tempo fa di fuori via.... — Poverina ! — esclamai commosso — mi dispia¬ ce. Avrei preferito che ammazzassero il galletto della Lena.... a — Perchè? — interruppe mia madre, guardan¬ domi fissa. — Perchè? — ripetei un po’confuso. — Oh bella! perchè è cattivo, perchè mi ha fatto del male. — Ah! ne convieni! Vedi se avevo ragione allor¬ ché ti consigliavo a non stringere con esso troppa intimità? Ma ora che il male è senza rimedio, biso¬ gna perdonargli e desiderare che diventi buono: e tu invece gli desideri la morte! Bravo davvero! — Mamma! — O allora dimmi un po’, con che coraggio lo rim¬ proveravi di beccare i semi della Teresina, quando anche tu sapevi che nel caso stesso avresti fatto come lui e forse peggio? — Ma, mamma, — diss’io con voce lacrimosa il galletto si vendicava da sè, e io invece.... — E tu, invece, aspetti che altri te ne risparmi la, fatica. Vergogna! Piglio mio, non basta astenersi dalla vendetta, bisogna perdonare, perdonar sempre, — 42