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chiamare il mio pulcino! il cattivello non si ricordava più della sua padroncina, il cattivello era scappato; ci aveva lasciati!

Stanotte, poi, io non potevo pigliar sonno; sai a chi pensavo? a te, sempre a te; e quando la pioggia batteva contro i vetri della mia finestra e quando il vento mugolava e faceva cascar le foglie dagli alberi, io dicevo: Chi sa a quest’ora dove sarà il mio pulcino! forse patirà il freddo, e forse si bagnerà tutto, forse morirà di languore! Appena si è fatto giorno sono corsa subito giù, e grazie a Dio sei ritornato! Poverino, poverino! —

E la cara fanciulletta dopo avermi baciato di nuovo, mi lasciò alle cure della mamma, perchè aveva fretta, diss’ella, di andare un po’ a ravviarsi.