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III.

I Consigli della mamma.


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I primi raggi del sole doravano la cima della casa, e gli uccellini avevano già cominciato il loro allegro cinguettìo, allorché una leggiera beccata sul collo mi svegliò improvvisamente; levai il capo di sotto l’ala con un po’ di stizza, e vidi mia madre che seria e pensierosa stava guardandomi.

— Ti ho destato un po’ più presto del solito, — mi disse con accento piuttosto grave — perchè ho bisogno di parlarti prima che i padroni vengano nel campo, e avanti che quel signorino.... — e accennò il galletto che tuttavia dormiva — cominci a sgambettare.

Ascoltami. Tu sei sempre stato bonino, ti sei meritato l’affetto di tutti; hai dato retta ai miei consigli e non s’è mai dato il caso che io abbia dovuto ricorrere alle gridate e a’ gastighi; ma ora cominci a farti grandicello, non stai più l’intera giornata accanto a me, e godi nel girar qua e là. Nè di ciò ti fo carico, figliuolo mio, giacché so che pur troppo le cose devono andar così.