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9 — stanza ariosa, separata dalla bella cucina sol¬ tanto da una cancellata di legno. Per cui io, anche senza esser curioso, potevo vedere e udire quanto avveniva intorno a me. E ne vedevo, e ne udivo.delle belle! La serva e l’Aurora (una giovane came¬ riera entrata in casa di fresco) non facevano che sparlare sul conto della signorina Enri¬ chetta. — Dacché è entrata in casa quella gestrosa, — diceva la serva — mi si è raddoppiato il servizio. Con la scusa che ha da studiare, bi¬ sogna vedere in che stato lascia la camera, la mattina ! Il letto che pare un caos, con le coperte ciondoloni da una parte e il lenzuolo ricascante dall’altra! Le catinelle piene d’acqua sporca, i pèttini carichi di capelli, una sottana di qua, una vita di là; Tino stivaletto sul comodino, l’altro sulla toelette e non ti so dire se a met¬ tere un po’ d’ordine in quell’arruffìo, del tempo ce ne vuole! — E io — diceva alla sua volta la came¬ riera — credi che ci abbia da far pochino? Bisogna vedere in che stato mi lascia i vestiti !