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amente — 217 — la signora Carolina — non bisogna avere an¬ tipatia per nessun cibo, tanto più per la carne lessa, che è buona e di facile digestione. Qui ne facciamo molto uso. — L’Enrichetta abbassò il capo un po’ mor¬ tificata, e l’ottima signora Carolina aggiunse subito sorridendo: — Del resto, hai mille ragioni di preferire il fritto. È più appetitoso. — Di che cos’è composto oggi? — chiese il signor Gennarelli. — Di cervello, di zucchettine e di pollo.... — Détti una terribile scossa, mentre mia mo¬ glie starnazzava le ali.... Dov’ erano i miei figli, eterno Iddio? Ricomparve la serva col vassoio della gu¬ stosa vivanda: e udii.... sì, udii distintamente Masino, che diceva alla cugina, scegliendole i pezzetti migliori: — Prendi quest’ala e questo petto. Dev’es¬ ser tenerissimo, un burro. Sono due gallettini di priimo canto, che.... — Stramazzai vicino alla mia compagna, sve¬ nuto. —